La parola data di Luigi Alberton
Oggi la Parola Data è un contenitore vuoto.


Interlocutore tipo:
Via email. "Ciao caro, tutto sotto controllo. Entro fine settimana ti mando il progetto.

"3 settimane dopo. "Pronto? Quale progetto?
No, ti sbagli. Io non ti ho scritto niente del genere. Ma vediamoci, perché l'idea era buona e ho i contatti giusti. Veniamo noi da te prima di pasqua. Sento gli altri e poi ti dico."

2 mesi dopo pasqua ancora non s'è visto (o sentito) nessuno. Ci si incontra, per caso, a casa di amici. Si parla – rigorosamente – d'altro.

Ancora qualche settimana di oblio poi, d'improvviso, la telefonata. "Ciao. Ho fissato l'appuntamento per dopodomani. Hai già pronto il ppt? Come ‘di cosa'? Il progetto, no? Come ‘non hai mai ricevuto il progetto'? Ah. [3 secondi di silenzio] ... ... ... Beh, allora facciamo che te lo mando. Ce la fai per domani sera?"

No.
...

È preoccupante lo stato di salute della Parola Data. Non so se sia un male solo italiano, di sicuro è un male contagioso, quasi epidemico.

La Parola Data contiene: una assunzione di responsabilità, un comportamento coerente con l'impegno preso, una comunicazione chiara, un rispetto dei tempi stabiliti, un rispetto degli altri interlocutori, un impegno a comunicare tempestivamente, se un mutare di condizioni impedisce di mantenere la Parola Data.

Oggi la Parola Data è un contenitore vuoto.

È vero, è capitato a tutti di non poter rispettare gli impegni presi, di accumulare un ritardo vergognoso, di accorgersi di aver sbagliato a valutare. Ma bisogna dirlo. E in anticipo, se possibile. E scusandosi, se possibile.

Perché la nostra Parola-Data-Ma-Non-Mantenuta ha delle conseguenze sugli altri. Sia che ci aspettino per andare al cinema, sia che abbiano investito tempo e denaro in un progetto comune. Il danno c'è, sempre e comunque, ed è una corrosione – spesso irreparabile – della stima reciproca, della fiducia, della voglia di fare insieme.

Aprile 2011 - Scritto da Luigi Alberton
Foto di Bruno Tarraran


Luigi Alberton
Fondatore di Immaginario Sonoro, è l'autore del Manifesto l'Arte per l'Evoluzione. È un "esploratore dell'arte": autore, compositore, musicista, regista, produttore, editore.
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