La ricerca musicale, sonora e poetica di Luigi Alberton
Parola e pensiero
Una lingua è una visione del mondo. È questo il principio che anima la ricerca sulla parola poetica. Le molte lingue di Esehcrut, voci e strumenti, sono pluralità di visione, ricchezza, risonanza nuova. In armoniosa convivenza. Pur giungendo da luoghi e tempi a noi lontani, pur nella loro natura di frammento, esse hanno una forza intrinseca che ci raggiunge nell'attimo presente e ci tocca nell'intimo, come emozione e vibrazione, al di là della comprensione razionale.
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In Esehcrut il greco antico è lingua del pensiero filosofico, del sublime innalzarsi della ragione, del comprendere: risuona nell'attualità del mito platonico della caverna e dischiude nelle parole di Eraclito il principio per noi imprescindibile del divenire. L'ebraico e il sanscrito, lingue della spiritualità e del misticismo, disvelano l'amore sublime che eleva lo spirito. Le sonanti lingue romanze, il francese di Baudelaire e l'italiano dei testi originali, sono richiamo ai sensi e ricerca di essenza, e trovano conferma ed espansione nelle voci degli strumenti, anch'essi personaggi sonori.
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Il senso del tempo
Abbiamo voluto creare un'esperienza sonora in cui il tempo non scorresse più in senso cronologico. In Esehcrut tutto si risolve nell'attimo, nella contemporaneità del qui e ora. Anche gli incontri con voci di un passato lontano divengono incontri nell'oggi, voci vive di un passato reso presente, vissuto come presente.
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I viaggi di Esehcrut hanno una durata effettiva di 30 minuti, ma la percezione dello scorrere del tempo assume per ciascuno un diverso valore. I dodici viaggi sono percorsi sonori "distillati" e restituiti nella loro essenza; sono un'esperienza individuale e intima di grande intensità. È proprio questa intensità a far sì che il tempo perda il suo scorrere regolare e trovi un moto nuovo nel suo fluire.
Questo "moto nuovo" viene da molti percepito a livello individuale come una contrazione temporale, in cui l'esperienza sonora diviene brevissima; da altri, all'opposto, viene vissuto come una dilatazione, che consente loro di vivere nell'attimo molteplici esperienze. Perdere la percezione della dimensione temporale socialmente condivisa, del tempo come quantità assoluta, aiuta a ritrovare una dimensione temporale propria, in equilibrio con il proprio essere.
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Il film
Uno degli ambiti di ricerca che ha portato a Esehcrut propone un tipo di approccio "filmico" all'esperienza di ascolto e sviluppa il tema della "immaginazione sonora". Un film, quando è efficace e ben costruito, induce a "sospendere l'incredulità", a immedesimarsi con il personaggio; di fatto, porta ad accogliere la visione del regista e ad assumere il punto di vista da lui proposto (o imposto). L'arte dell'Immaginario Sonoro vede in questo un confine da superare, affinché ciascuno possa "creare un proprio film", nei propri occhi.
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Immagini, sensazioni, emozioni, non nascono dal riconoscimento della visione dell'autore, bensì dalle intime risonanze che il suono produce in ciascuno: il suono sollecita i sensi e le facoltà percettive (non solo l'udito), risveglia memorie, richiama esperienze, evoca nuovi scenari… Lasciandosi andare al suono, ciascuno dà forma al proprio film, intraprende un proprio viaggio.
Diversissime sono le testimonianze di chi ha provato: voli o viaggi per mare, monti o spazi aperti, sogni, incontri, momenti di commozione intensa, a volte anche di turbamento. In una dimensione temporale diversa, in altri luoghi. E sempre, un incontro con se stessi.
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Ecosistema e habitat ideale, per un'esperienza totale
Ciò che costituisce l'opera musicale non è solo la dimensione sonora (suoni e timbri, voci e ritmi, e il loro gioco), ma è anche l'ambiente circostante, la luce, il silenzio. E l'individualità dell'ascoltatore che vive l'esperienza. Per questo si può parlare di Esehcrut come di un "ecosistema". Attraverso le sollecitazioni sonore, tutti questi elementi entrano in armonica interrelazione tra loro e trovano nuovi punti di equilibrio: un equilibrio evolutivo, uno stare in evoluzione.
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In Esehcrut si sprigionano forze che si alimentano a vicenda, si disegnano linee di forza, si creano ponti. Ponti verso il proprio sé, verso il passato e il futuro risolti nell'attimo, verso altri luoghi della terra o dell'anima. Esehcrut diventa così "habitat" ideale, e individuale.
L'ascoltatore è viaggiatore, trasportato dall'onda, egli stesso onda. Ma nell'apparente passività in cui compie il viaggio, egli assume un ruolo attivo e profondamente partecipe. L'ascolto diventa ascolto di sé, attinge al proprio intimo memorie, aspirazioni, esperienze, emozioni, sentimenti... Il viaggio diventa esperienza intima e totale, e coinvolge tutte le facoltà percettive.
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Il suono di Esehcrut e il metodo Realmix
La lunga ricerca sulla potenza evocativa del suono ha portato innovazione anche nella metodologia operativa, elaborata con l'amico Paolo Bernardini. Nel nostro sistema, Realmix, le fasi di produzione (composizione, registrazione, missaggio, finalizzazione) non sono più sequenziali, bensì contemporanee e indissolubilmente intrecciate, in un continuo gioco di reciproci rimandi e affinamenti. È in questo modo che riusciamo a far emergere tutta la potenza espressiva del suono, rendendo possibile una esperienza di ascolto "multidimensionale" e "multisensoriale".
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"Multidimensionale", perché molteplici dimensioni spazio-temporali, evocate da suoni e voci, si rigenerano nel qui e ora, per essere vissute nell'attimo. "Multisensoriale", perché il suono è "presente", vivo e vero, materico; sollecita non solo l'udito ma tutti i sensi e le facoltà percettive, esprimendo in sé anche forma, movimento, densità...
La potenza espressiva del suono di Esehcrut è frutto di un lungo processo di evoluzione e maturazione, alimentato da una costante ricerca dell'essenza. Ogni singola nota, ogni sfumatura è pensata, calibrata, necessaria: nulla è lasciato al caso, nulla è superfluo. E l'impatto emotivo è dirompente.
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