La Giostra è l'ultima tappa di un mio lungo percorso di ricerca nei vari linguaggi dell'arte, grazie al quale ho maturato nel tempo una mia visione dell'arte e della vita, una filosofia che oggi costituisce i cardini del progetto Immaginario Sonoro. Di seguito espongono gli aspetti principali della mia ricerca cinematografica, condivisi con gli attori e la troupe.
Luigi Alberton (giugno 2010)

 


I messaggi del film

La giostra non è semplicemente la storia di un uomo, o non solo: questo film ha in sé anche una valenza educativa e un messaggio sociale positivo, in quanto indica vie di cambiamento possibili per l'individuo, ma anche per la comunità.


La coscienza del passato
È necessario prendere coscienza del proprio passato - dei propri passati - e comprenderli. È necessario: per dare senso al presente e nuova prospettiva per il futuro. Per evolvere. (Leggi tutto)


Il sogno come dimensione profonda di conoscenza
Nel film, è un sogno che innesca il sofferto percorso di Davide verso la piena consapevolezza: un sogno che, preceduto da una fuggevole apparizione di una donna, fa riaffiorare confusamente voci e sentimenti dal passato. (Leggi tutto)


La donna come portatrice di cambiamento sociale
Nel film, la logica maschile non fornisce a Davide gli strumenti per interpretare e superare la sua crisi ed espone Guglielmo - alla deriva dopo la partenza di Alida - alla morte. (Leggi tutto)


L'arte come strumento di conoscenza e di evoluzione
Il film è intriso d'arte: pittura, musica, canto, scultura, danza. L'arte e la ricerca artistica costituiscono nel film strumenti di conoscenza, mezzi per avvicinarsi all'equilibrio e alla verità. Dunque, strumenti potenti di evoluzione, individuale e sociale. Crediamo fortemente nella forza evolutiva e benefica dell'arte.

La cooperazione come alternativa alle logiche competitive
La giostra è un film indipendente, realizzato con un budget del tutto inconsistente. Se siamo riusciti a trasformare questo progetto visionario in realtà, è perché ci siamo liberati dalle logiche meramente utilitaristiche, riscoprendo altre modalità di relazione, più profonde e ricche, basate sul reciproco scambio, sulla gratuità, sulla condivisione. (Leggi tutto)

 

Luigi Alberton

 

 

La ricerca e i linguaggi espressivi


Un film in corti
I corti che compongono La giostra esprimono una ricerca costante di sintesi ed essenza: non frammento, né videoclip, né "pennellata" rapida e superficiale. La narrazione, apparentemente semplice e lineare, cela in realtà molteplici livelli di lettura, che richiedono allo spettatore un ruolo attivo, un atteggiamento critico e partecipe. E, spesso, più di una visione.


Circolarità
Lo sviluppo narrativo dei corti ha un andamento circolare e dialettico, fatto di tesi-antitesi-sintesi. La visione a Venezia e il sogno costituiscono la "tesi", mentre l'ossessione e la frammentazione della realtà di Davide sono "l'antitesi". (Leggi tutto)


Simbolismi
In una struttura narrativa fondata sulla sintesi e l'essenza, ogni dettaglio nella narrazione è necessario e può caricarsi di significati impliciti o valori simbolici. Si crea una trama di fili sottili, dapprima impercettibili, che intessono il passato nel presente, una trama fatta di suoni o silenzi, di immagini o di neri (ovvero d'assenza di luce), dando unità narrativa ai sei corti. (Leggi tutto)


Un film dipinto
È soprattutto lo studio della luce a dare ai corti una spiccata qualità pittorica, di ispirazione talvolta fiamminga, talvolta rinascimentale. Accanto alla luce, anche la composizione degli oggetti nello spazio, i giochi di linee sul quadro, la scelta dei colori dominanti, seguono sovente criteri pittorici. (Leggi tutto)


L'arte nel film
Nella Giostra, i dipinti hanno una specifica funzione narrativa: uno dei protagonisti del film è un quadro raffigurante un volto di donna. Altri volti femminili tappezzano le pareti della cucina di Davide; dietro il suo divano si ammucchiano grandi tele cupe, quasi claustrofobiche; tra i volumi d'arte della sua libreria si affacciano ciotole di terracotta, formelle dall'aria egizia, cartoncini dipinti. (Leggi tutto)


Realismo magico
Le atmosfere della Giostra sono sospese, i personaggi sembrano calati in un ritmo diverso da quello della realtà, in una "sfera gravitazionale" diversa, siderale. Otteniamo questo effetto attraverso la musica e i suoni, i silenzi assoluti, i colori saturi, i dialoghi sospesi; e attraverso un mixaggio che fa vibrare i sensi. Lo spettatore resta irretito.

Il tempo
La cronologia della Giostra è un arco sottile che dalla Grande Guerra arriva al presente. Tuttavia, quest'arco temporale non viene mai percepito, nemmeno a posteriori, come una successione di fatti: è piuttosto un'esperienza di continuità, in cui passato e presente si coniugano e si compenetrano, illuminandosi a vicenda. (Leggi tutto)


I dialoghi
La ricerca di essenza ha inciso profondamente anche sui dialoghi e i monologhi interiori. Numerose sono state le ri-scritture, improntate a una sintesi sempre più marcata. La lingua della Giostra solo raramente è descrittiva; più spesso è frammentaria e destrutturata. (Leggi tutto)


Le canzoni del film
Tre canzoni scandiscono la narrazione della Giostra. Nell'Audio-corto 1, Donami, in stridente contrappunto con le voci di dolore e follia della guerra, parla della gioia vitale dell'amore; nel Corto 5, la Canzone di Davide ricongiunge il presente al passato attraverso la forza dei legami affettivi; in chiusura, nel Corto 6, Conoscerai apre una prospettiva per il futuro. (Leggi tutto)


Sonorizzazione
Da anni Luigi Alberton fa ricerca artistica sulla natura dei suoni e il loro impatto sulla sensibilità dell'essere umano. Nella Giostra, la sonorizzazione raramente è finalizzata a creare un effetto "naturalistico": essa entra con forza tra i linguaggi espressivi e diventa personaggio. (Leggi tutto)

 

Luigi Alberton

 

 

La ricerca e la produzione


Una sceneggiatura in divenire
Il film nasce dalla sovrapposizione di molte ri-scritture. La prima sceneggiatura, basata su un soggetto scritto da Luigi Alberton nel 2000, era un lungometraggio. Dal lungometraggio è stata tratta, con la collaborazione di Maria Cristina Leardini, la versione in corti, abbandonando tutti i filoni narrativi secondari. Infine, ogni corto ha avuto il suo story-board. Tante ri-scritture, prima ancora di cominciare. (Leggi tutto)


Il montaggio come ri-scrittura artistica
L'ultima ri-scrittura, la più artistica, la più determinante, è il montaggio. Molte storie diverse possono nascere dallo stesso girato ed è per questo che Luigi Alberton, il regista, ha voluto curare personalmente il montaggio della Giostra. Il girato è la materia prima, il minerale grezzo: va distillato e rimodellato fino a trovare il giusto ritmo narrativo. (Leggi tutto)


Il suono Realmix
Nel film, gli attori doppiano se stessi: una precisa scelta stilistica, per ottenere la necessaria qualità timbrica, in un film dove ogni sfumatura, respiro, pausa o silenzio hanno un loro specifico significato. (Leggi tutto)


Le fotocamere reflex digitali
Girato nel 2009, il film La giostra sperimenta le fotocamere reflex digitali Canon EOS 5D Mark II in Full HD progressivo (il modello più all'avanguardia all'inizio del 2009 e il primo a consentire riprese in Full HD 1920x1080p). Questo modello di fotocamera ha un nuovo sensore che consente eccezionali risultati per resa cromatica e gamma dinamica. (Leggi tutto)


Post-produzione e autonomia
Condizioni imprescindibili per la ricerca artistica sono la libertà d'azione e il tempo. Di conseguenza, una completa autonomia nella gestione di tutte le fasi di produzione e post-produzione. (Leggi tutto)


Il team work
Necessità fatta virtù, la nostra troupe è formata da poche persone che hanno una pluralità di competenze ed esperienza in settori diversi. Questo rafforza la cooperazione, semplifica le operazioni, aumenta l'indipendenza e la facilità di movimento, eleva la qualità complessiva del progetto. (Leggi tutto)


La comunicazione
Intorno al film gravitano diversi progetti di comunicazione: il libro, il sito web, il manifesto, il CD Drago, la valorizzazione dell'opera di Cesare Sartori. Di ciascuno abbiamo cercato di cogliere lo spirito e il messaggio profondo, per esprimerne pienamente l'identità: anche attraverso il design della comunicazione, curato da Monica Alberton. (Leggi tutto)

 

Luigi Alberton

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