La performance prende avvio dalla morte di Wagner. La voce narrante è proprio quella del pianoforte sul quale il musicista esalò l’ultimo respiro. Alternando parola poetica e musica, prendono forma la potenza creativa dell’arte e i temi cari a Wagner, fino all’esaltazione di Yggdrasil, il frassino sacro della cultura norrena che ispira le rune e quindi anche le note musicali.
Potevo essere un abete scorticato dalle rocce, un tronco mutilato e perduto in riva al mare, o con tonfi sordi percosso dagli scogli, o zanna d’elefante, caduto per sempre tra i cespugli della savana, o ebano sprofondato e confuso con la notte, o mogano che marcisce sotto le piogge dei tropici.
Invece conservo lo stormire della foresta, il barrito del pachiderma e, al tocco del pianista, mi disvelo, ricettacolo dell’anima e Sacro Graal della musica di Wagner, del suo patire, del suo ardire, dei suoi sogni indomabili di gloria.
Nasce nell’anno 1952. Scrive fin dall'adolescenza, ma solo durante gli studi classici all’Università di Padova forgia una poetica originale alla luce della Fenomenologia dell’Arte di Carlo Diano. È autore di raccolte di poesie, racconti e brani per reading. Propone serate di incontro con le sue opere in luoghi anche inconsueti: fabbriche, siti monumentali, oasi naturalistiche, chiese.
Per oltre due lustri ha partecipato come lettore ai Reading Canoviani della Gipsoteca di Possagno (TV). Per alcuni anni è stato ospite della rassegna poetica FluSSidiverSi di Caorle (VE). Cura la presentazione di pittori e narratori, promuove eventi di poesia e passeggiate poetiche, dando spazio in particolare ai giovani autori; tiene corsi di “liberazione della voce” e dialoghi sulla storia locale. Percorre tratti rilevanti del suo viaggio creativo con il centro di ricerca artistica Immaginario Sonoro.
Dal 2004 al 2009 è sindaco di Fonte (TV). Nel 2017 è socio fondatore dell’Academia dei Rinnovati di Asolo. Nel dicembre 2018, per il suo impegno in ambito letterario, culturale ed educativo, riceve la Cittadinanza Onoraria dal Comune di San Zenone degli Ezzelini (TV).
Franco Berton considera la difesa e la promozione del pensiero creativo e critico fra i giovani un imperativo categorico. Oggi concepisce i suoi testi per la lettura a voce alta: testi densi di interrogativi e impegnativi nell'ascolto, spesso provocatori. Le parole ci chiamano con durezza a riflettere sull’esistenza, non ammettono distrazioni e lasciano talvolta la bocca amara della disillusione. Ma sono anche abbracci di umana comprensione.
Pubblicazioni
Voci nella notte (2022, Aurelia Edizioni) - racconti poetici
Purpurea sera e foglie d’oro (2019, Immaginario Sonoro) - poesie
Io mi chiamo 102 - Storia di un Metauomo (2017, Immaginario Sonoro) - narrazione
della Rossa e della Bianca Rosa (2016, Immaginario Sonoro) - poesie
Il Tempio dello Spirito (2013, Immaginario S.) - trilogia: Paulus, Il Tempio dello Spirito, Gli Uomini Grigi
Amor che in Cerchio Gira (2010) - prosodia
Kel-brunna - Sorgente di Valle Oscura (2008) - racconti
I Piedi del Cielo - Viaggio di un Contemporaneo fra le Leggende della Sua Terra (1993) - racconti
Fra Terra e Cielo (1982) - poesie, riproposte in lingua inglese dalla Charles Sturt University, Riverina, Wagga Wagga, Australia (1995)
Principali eventi: Abbazia della Vangadizza, Badia Polesine (RO) - Abbazia di San Benedetto, San Benedetto Po (MN) - Chiesetta di San Martino (XI sec.), Cavaso del Tomba (TV) - Gipsoteca Museo Canoviano, Possagno (TV) - Tomba Monumentale Brion di Carlo Scarpa (San Vito di Altivole, TV) - Teatro Accademico, Castelfranco V.to (TV) - Teatro Duse, Asolo (TV) - Teatro Sociale, Cittadella (PD) - Auditorium Piazza delle Istituzioni (TV) - Villa Caldogno UNESCO, Caldogno (VI) - Torre degli Ezzelini, Oasi di San Daniele, Villa Rubelli, Villa Albrizzi Rubini, San Zenone degli Ezzelini (TV) - Palude di Onara (PD) - Villa Premoli, Cavaso del Tomba - Festival letterari: Flussi diversi a Caorle, Fare Voci a Gorizia - Officine del CFP di Fonte e Liceo Classico di Oderzo - Biblioteca Civica di Verona…
Inizia giovanissimo lo studio del pianoforte in famiglia. Fondamentali poi per la sua formazione musicale, gli incontri con M. R. Seidlhofer della Accademia delle Arti Figurative e di Musica di Vienna, Aldo Ciccolini, Patrizia Marisaldi e Ton Koopman.
Alla carriera di clavicembalista e fortista (in recital solistici, con orchestra e in formazioni cameristiche) ha affiancato quella di direttore d’orchestra.
Ha diretto alcune tra le pagine più importanti di W. A. Mozart (Così fan tutte, Betulia Liberata, Messa da Requiem, Messa in Do min., Concerto per Clarinetto e Orchestra, Gran Partita, Sonate per fortepiano), di Antonio Salieri (Concerto per Fortepiano e Orchestra in Do magg., Serenata per un Tempio della Notte), di L. van Beethoven (Concerto Op. 61), di J. S. Bach (Integrale sonate per Flauto e Cembalo, Concerti Brandeburghesi, Cantate BWV 28–29–140–151, Johannes Passion, Magnificat), di D. Buxtehude (Magnificat, Jesu Membra Nostri), di C. Monteverdi (Messa a 4 voci da cappella), di A. Vivaldi (Le quattro Stagioni, Magnificat RV 610, Gloria RV 589, Gloria RV 588), oltre ad autori quali G. B. Pergolesi, B. Galuppi, A. Lotti, A. Lucchesi, B. Marini, N. Corradini, D. Castello, A. Grandi, N. Jommelli, G. Pugnani, N. Porpora, F. Biber, J. Stamitz, V. Lubeck, F. J. Haydn, etc.
Impegnato in attività di ricerca e di recupero di beni preziosi del patrimonio musicale poco conosciuto, ha pubblicato ed eseguito alcune partiture inedite di Giovanni Legrenzi: i Concerti Musicali per uso di Chiesa, Op. I – Messa e Vespro, la Missa Lauretana quinque Vocibus, l’oratorio Il Sedecia.
Ha suonato in importanti sale quali la Tonhalle Concert Hall di Düsseldorf, il Teatro Inka Hostal di Cuzco, la Salle Pleyel di Parigi, l’Operà di Istanbul, il Theatre de Grenoble, il Theatre Mariinskij di San Pietroburgo, il Teatro Municipal di Lima, il Teatro di Trujillo, la Suntory Hall di Tokio, il Teatro Salieri di Legnago, le Sale Apollinee della Fenice etc. Ha inciso per le etichette Kicco Records, Dynamic, Brilliant Classic, Urania Records, Phoenix, Bongiovanni.
Personalità eclettica, studioso di liutologia ed organologia, per molti anni ha frequentato il laboratorio del Maestro Fabrizio Reginato, appassionandosi agli studi di acustica e dei metodi di costruzione degli strumenti ad arco e a tastiera, affiancando all’attività di musicista quella della liuteria. www.riccardofavero.com
Strumenti:
Clavicembalo Hans Ruckers anversa 1622 - Favero Riccardo, 1990
Organo portativo da Amadio Antegnati XVI sec. - Favero Riccardo, 2007
Fortepiano Anton Walter 1789 – Favero Riccardo, 1989
Fortepiano Conrad Graf 1830
Fortepiano Ignace Pleyel 1863Fortepiano gran coda Sebastian Erard 187
Ha iniziato lo studio della danza classica e moderna presso la scuola di danza Il Balletto di Castelfranco Veneto, diretta da Susanna Plaino. Ha sostenuto tutti gli esami della RAD (Royal Academy of Dance) fino al diploma Advanced sempre con il massimo dei voti. Ha frequentato con borsa di studio l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, la Royal Ballet School di Londra, l’École Rosella Hightower di Cannes.
Ha vinto come solista numerosi concorsi nazionali ed internazionali: Danzasì Roma, Giovani Talenti Torino, Praga Grand Prix, Città di Rieti, Eurocity Livorno ecc. Ha partecipato inoltre al Phyllis Bedells Bursary a Londra, evento di danza riservato a talenti selezionati da tutto il mondo. Continua poi a studiare con altri maestri tra i quali Maurik Asllani, ex ballerino dell’Opera di Tirana ed Helias Garcia Herrera, direttore del Ballet de Catalunya. Si perfeziona ulteriormente presso il Teatro dell’Opera di Roma sotto la guida di Carla Fracci.
Dopo il diploma entra nel corpo di ballo dell’Arena di Verona danzando nelle produzioni del balletto classico e dell’opera lirica. Ha danzato inoltre presso: Palazzo Pitti a Firenze, Teatro Regio di Parma, Excelsior di Venezia, Teatro Verdi di Padova, Thalguter di Bolzano, Teatro Comunale di Vicenza, Teatro Mario Del Monaco di Treviso, Teatro Municipale di Piacenza, Teatro Armida di Sorrento (NA), Gran Teatre del Liceu di Barcellona, Opera House di Shangai, Teatro Filarmonico di Verona, ecc. È stata in tournée in Cina e in Arabia Saudita.
Ha lavorato con artisti di fama mondiale tra i quali Franco Zeffirelli, Eleonora Abbagnato, Pier Luigi Pizzi, Maria Grazia Garofoli, Gheorge Iancu, Alessandro Riga, Letizia Giuliani, Friedemann Vogel, José Manuel Carreno, Myrna Kamara e molti altri. È sovente chiamata ad esibirsi come ospite durante rassegne, festival e saggi di danza. www.instagram.com/ongarato.arianna
Pianoforte a coda della marca Pleyel di Parigi; numero di telaio 43199, costruito tra il 1862 e il 1863 e venduto agli atti direttamente dall’azienda a G. Crescentini, discendente del grande cantante Girolamo Crescentini.
Non esistono ad oggi atti di vendita alla famiglia, perché l’unico in quel tempo ad avere licenza diretta per portare e vendere questi strumenti era Nicola Lachin di Padova, che aveva licenza dall’Imperial Regio d’Austria (il Veneto sarà annesso all’Italia solo nel 1866). Un’etichetta cartacea si trova incollata sul piano armonico. Nella seconda barra sopra il piano armonico c'è la scritta Vendramin- Calergi-Loredan, sul lato destro c’è la firma di F. Liszt, suocero di Wagner e padre di Cosima.
Ci sono presso la sede della Rai di Venezia una serie di dagherrotipi del fotografo Jago che ritraggono il compositore Wagner accasciato sullo strumento (1883).
Il Maestro R. Favero ha acquistato il pianoforte di Wagner sulla terraferma dall’azienda Zanta Pianoforti s.r.l. di Camponogara nel 2009. Ha effettuato il restauro conservativo e riportato lo strumento al suono originale, senza cambiare alcuna parte della meccanica.
Lo strumento è particolarmente prezioso perché il piano armonico sopra è di abete rosso disposto in senso verticale e sotto è sempre di abete rosso ma incollato in senso orizzontale. Il mobile è lastronato in mogano moschettato. Questa essenza oggi è estinta.
Ad oggi, per tutte le ricerche effettuate dal Maestro Favero, questo pianoforte costituisce un unicum sia per come ha lavorato la fabbriceria, sia per chi lo ha suonato.
Va aggiunto che i pianoforti Pleyel erano i preferiti da Chopin, Rossini, Kalkbrenner e da tutti i grandi virtuosi del periodo romantico.
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