Io mi chiamo 102

Storia di un Metauomo

Franco Berton

« 102 colse, grazie a questa visione, la sua enorme potenza e decise che la Regolatrice e i Regulatores avrebbero perso ogni potere su di lui.

'Succhia il Gracchio / della rosa canina / il rosso / per il suo andare. / Come il poeta / dal vivo sangue / i suoi versi alati.' »


Il libro: un racconto profetico in 11 giornate

Da una nave ancorata nel porto si leva ogni mattina una voce, che - pur distorta dalle onde elettromagnetiche - narra di visioni o recita poesie d’amore. Per chi canta quella voce?

Nella città metallica e asettica sotto lo Scudo-carapace, gli abitanti - figli di "una civiltà irreggimentata, omologata e tombale" - hanno sguardi assenti e "tanto spenti alle emozioni del mondo da suscitare vuoto terrore" e trascorrono la vita "senza toccarsi o guardarsi o annusarsi, serenamente seduti a gambe incrociate davanti a un monitor."

È per loro che 102, il Metauomo, leva il suo canto. E così facendo, professa la propria umanità e il potere salvifico della parola poetica. È il suo più coraggioso atto sovversivo. Le conseguenze saranno grandi e inimmaginabili per la Regolatrice e i Regulatores.

Tra narrazione poetica e distopia, tra riflessione filosofica e critica sociale, "Io mi chiamo 102" afferma ancora una volta il valore dell’arte: generatrice di mondi e promotrice di libertà.

« Dalla plancia, 102 scrutava il mare e aspettava un segno […].Escluso dalla città formicaio, era per lui il privilegio di essere libero e di seguire, fino in fondo, la sua natura. »

  • Credits

    Titolo: Io mi chiamo 102
    Sottotitolo: Storia di un Metauomo (2014-2016)
    Autore (testi e graffiti): Franco Berton
    Editing: Maria Cristina Leardini
    Progetto grafico: Grafiche Antiga
    Formato: cm 28 x 21, 74 pagine, 6 illustrazioni
    Edizione: 2017 - Immaginario Sonoro
    ISBN: 978-88-908308-3-9 (tiratura limitata)


  • Nota Biografica

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